Mistà, parola occitana che deriva dal latino maiestas, indica le immagini sacre che costellano chiese e cappelle romaniche e gotiche delle valli Grana, Maira, Varaita, Po, Bronda e Infernotto, appartenute sino al 1601 al Marchesato di Saluzzo. Per tutelare e promuovere questi tesori dell’arte, nel 2000 Mistà è divenuto il nome di un progetto che ha visto il restauro e il recupero conservativo di numerosi beni tre e quattrocenteschi. Oggigiorno queste chiese sono spesso visitabili con difficoltà negli interni: il progetto QR Còde Mistà, realizzato da Espaci Occitan grazie al contributo della Regione Piemonte e BIM del Maira, offre una soluzione alternativa e immediata a chi non dispone delle chiavi per accedere a chiese e cappelle, ma desidera visitarle almeno virtualmente. Grazie a una serie di pannelli posti in prossimità dei 42 beni artistici interessati dal progetto, è sufficiente posizionare sul QR Code qualsiasi smartphone munito di lettore, per collegarsi direttamente alla sezione relativa al bene artistico individuato, leggere le schede dettagliate, visionare immagini e ascoltare i sonori delle descrizioni. Il sito è naturalmente consultabile anche da casa all’indirizzo https://www.codemista.org/. La lingua di apertura è l’occitano, poiché le valli del progetto Mistà sono il cuore del territorio occitano alpino, ma sia i testi che i sonori sono disponibili anche in italiano, francese e inglese.